Il mio intervento all’Assemblea Nazionale Roma 16-17 Novembre 2013

255_librandi_scCari amici,
per la prima volta non sono qui a chiedere i soldi, bensì a fare alcune riflessioni politiche, ma soprattutto strategiche.
Sono dispiaciuto di quello che é successo ieri, anche se sento aria nuova, aria fresca.
Certo, mi mancano alcuni amici, quelli che secondo me se ne sono andati senza convinzione e sono sicuro che anche a loro mancheremo noi.
Dal mio punto di vista di cattolico posso assicurare che la porta, per loro, rimane sempre aperta.
Ma ora é il tempo di lavorare.
É il momento di interpretare veramente il nostro ruolo di riformatori. E, per farlo, non bastano parole di circostanza.
Dobbiamo lavorare su un programma che ci caratterizzi e che faccia in modo che i cittadini italiani individuino Scelta Civica per le nostre poche, ma chiare e concrete, battaglie.
Ho sentito parlare di comunicazione, di ritornare a consensi sopra il 10%.
Cari amici vi dico che non ci sará nessuna agenzia, nessun esperto di comunicazione, nemmeno tra i più qualificati al mondo, che potrá ottenere questo risultato se noi non trasmetteremo un messaggio chiaro, identificante.
Mi permetto di proporre un programma che ho condiviso nelle linee generali giá con tanti amici che sono oggi qui.

1) Il primo punto riguarda il lavoro, i giovani. Ho sentito parlare di cuneo fiscale, di agevolazioni per i dipendenti delle aziende. Ma finora non si é visto niente. Il governo sta lavorando da mesi ma, come giá detto ieri da Mario Monti, senza incisivitá.
Quindi mettiamocela noi, l’incisività.
Vogliamo contratti aziendali che, come giá scritto nell’agenda Monti, possano interpretare le esigenze locali di ogni azienda, che possano rappresentare un patto di responsabilitá tra cittadino imprenditore e cittadino lavoratore, che portino all’obiettivo di far tornare le nostre aziende ad essere competitive. Il costo del prodotto deve diminuire almeno del 10% e dato che giustamente non possono diminuire i salari, bisogna trovare il modo di raggiungere questo risultato con nuovi investimenti e nuove strategie di impresa, compresa la partecipazione agli utili dei dipendenti e la condivisione delle linee aziendali. Misure che non costano niente se non un pò di buona volontá. Solo cosí si puó dimezzare la disoccupazione giovanile e riportarla sotto il 10%.

2) Il secondo punto riguarda le pensioni. Bisogna innalzare le pensioni minime, portandole fino a 750 euro, con la diminuzione proporzionale di quelle ‘opulente’.

3) Terzo, dobbiamo ridurre la spesa pubblica andando a toccare i privilegi, fissando ad esempio il tetto massimo di 200 mila euro per gli stipendi dei manager pubblici, e dimezzando i gettoni di presenza dei membri dei consigli d’amministrazione pubblici.
Ma per ridurre la spesa pubblica dobbiamo mettere in campo un’arma letale: il buon senso del padre di famiglia, istituendo un premio per quelle amministrazioni e quegli amministratori pubblici, ma anche solo singoli dipendenti della PA, che segnalano sprechi e contribuiscono a far diminuire questi sprechi.

4) Sul fisco é necessario introdurre il contrasto di interessi: basta redditometro, basta spesometro, basta misure repressive. Introduciamo il ‘fiduciometro’ nei confronti degli italiani. Spiegando loro, in termini matematicamente facili, attraverso una nostra campagna di comunicazione, perché pagando tutte le tasse il paese tornerebbe a rinascere e le tasse a diminuire in maniera graduale ma importante.

5) Anche sul debito pubblico faremo una nostra campagna di comunicazione per spiegare agli italiani che investire nel nostro debito é un grande affare. Perché vuol dire non pagare gli interessi ad altri soggetti, come stranieri, speculatori ecc..ecc.. Questo debito, creato dai nostri nonni e dai nostri padri, deve diminuire: dobbiamo credere nella nostra Italia. Per questo propongo di emettere dei titoli che si chiamino ‘L’orgoglio d’Italia’: titoli a tasso zero, per far si che chi vuole credere nel proprio Paese abbia anche la possibilitá di farlo senza guadagnarci, solo per il bene del Paese.

6) Il sesto e ultimo punto riguarda la ricerca, l’istruzione, la cultura e la salute: un disegno di legge per coinvolgere in maniera importante la gestione privata nel pubblico. Bisogna aumentare la possibilità di intervento dei privati in questi settori chiave, il cui finanziamento deve essere agevolato anche attraverso la possibilitá di effettuare donazioni e lasciti ‘tax free’.

Ho in mente anche altri interventi che riguardano le famiglie, le privatizzazioni, le liberalizzazioni, l’agenda digitale , il turismo e lo sport .
Ma i punti che ho appena elencato devono essere le linee guida della nostra azione politica.
L’azione politica di un gruppo di combattenti civici, che non si curano di occupare poltrone ma offrono il loro tempo e la loro esperienza per il bene del Paese.

Gianfranco Librandi
(intervento all’Assemblea di Scelta Civica Roma Sabato 16 Novembre 2013)

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Giannini con Monti all’Assemblea Nazionale

Gli eletti e le linee guida di Scelta Civica nel documento votato in Assemblea